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Trasparenza, Valutazione e Merito

Art.11,comma 8, D. Lgs. n.150/2009

 

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Storia di San Giovanni Gemini

 
 

Storia tra luoghi e immagini

Le Origini

L'origine del territorio di San Giovanni Gemini risale al 1451, anno in cui Federico Abatellis, conte di Cammarata, ottenne dal re Ferdinando il privilegio di edificare (jus aedificandi)  nei suoi feudi. Nel 1507 fu concessa la licentia populandi che i Conti esercitarono in un luogo pianeggiante vicino Cammarata, al di là del fiume Turibolo.

Circa le origini storiche di San Giovanni Gemini le ipotesi sono tre:

 Si parla di Cammaratesi non graditi ai Conti, che banditi da Cammarata, si siano stabiliti a San Giovanni Gemini. Il bando era una forma di domicilio coatto che si infliggeva per delitti non gravi oppure per allontanare persone non gradite alle autorità del luogo. A ciò si potrebbero collegare le vicende che coinvolsero il conte Abatellis nella congiura contro i fratelli Imperatore, conclusasi con la condanna a morte di Federico II Abatellis, decapitato a Milazzo nel 1525. Quindi è possibile che qualche partigiano del Conte, per motivi politici sia stato bandito da Cammarata.

  Una spiegazione possibile circa le origini di San Giovanni Gemini viene riportata da Padre La Pilusa e riguarda la frana avvenuta circa nel 1537, anno in cui a causa di un terremoto, franò la collina dove sorgeva il castello di Cammarata. Il castello fu riparato ma le abitazioni sul ciglio della rupe crollarono, è quindi possibile che le famiglie, che subirono le perdite peggiori, abbiano ottenuto dal Conte il permesso di costruire sul piano di San Giovanni che si estendeva dall'attuale chiesa di San Giuvannuzzo al viale Dionisio Alessi.

 Un'altra ipotesi sulle origini di San Giovanni Gemini, a parere di Monsignor De Gregorio, ha origine da un presunto popolamento delle campagne con un incremento spontaneo delle popolazioni che hanno dato origine ad un borgo, prima, e a San Giovanni di Cammarata, poi. Nel 1587 Ercole Branciforte, conte di Cammarata, assegnò una piccola porzione di territorio al nuovo paese, e perciò da allora San Giovanni di Cammarata cominciò un'autonoma vita civile ed amministrativa, fino a che nel 1878 per volere di alcune nobili famiglie, il paese assunse l'attuale nome. 

 

LE CHIESE

 

La Chiesa Madre

 

 

 

 

 

 

 

Prospetto sud - est

 

 

 

 

 

 

La Madonna col Bambino tra i Santi Giacchino ed Anna, tradizionalmente attribuita a Pietro Novelli, anche se gli studiosi del Monrealese dubitano della paternità, sono in tanti a sostenere che la tela appartiene alla sua scuola

 

Voluta dal duca Ercole Branciforti e realizzata con il concorso di tutta la popolazione e del suo Arciprete don Girolamo Vanni, risale ai primi del 600. Completata dopo il 1620 dall'arciprete don Girolamo Giambruno, nel 1645 vi fu  portata l'effige lignea di Gesù Nazzareno. La data del 1708 che si legge sull'architrave della porta principale indicherebbe l'anno in cui venne completata. La Chiesa è a tre navate lunghe 35 metri. La centrale larga 7,50 metri, presenta sullo sfondo, al centro del coro, un altare maggiore ricco di marmi preziosi. Otto sono le cappelle laterali. Molto interessanti dal punto di vista artistico gli stucchi presenti ai tre lati del Coro, sopratutto quello che raffigura le Marie e San Giovanni ai piedi del Nazzareno. Più volte restaurata è il centro religioso del paese.

 

La Chiesa della Madonna del Carmine

 

 

 

 

 

 

 

La Chiesa del Carmelo 

La Madonna del Carmelo Storia e devozione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La bella immagine della Madonna dopo il restauro

 

Originariamente dedicata a San Giovanni Battista, fu costruita dal conte Federico Abatellis verso la metà del '500. Ampliata e ceduta ai Padri Carmelitani che la intitolarono alla Vergine del Carmelo, fu abbandonata per oltre un secolo dagli stessi affidatari, a seguito di una frana che li costrinse ad allontanarsi dal paese. Gli ultimi restauri, nel corso dei quali è stata arricchita di affreschi del Prof.Giovanni Philippone, sono stati completati nel 1948, per interessamento di Don Andrea La Corte. Oggi del convento e del chiostro è rimasto ben poco, mentre è quasi intatto il giardino che oggi fa parte della proprietà del barone Nicola Maria Alessi.

 

Il Convento dei Cappuccini

Iniziato a costruire nel 1572 per volere del duca Ercole Branciforti e completato alcuni anni dopo , è stato più volte restaurato nel '600. Prima del codice napoleonico fu luogo di sepoltura e vi rimangono tuttora numerose tombe. Oltre ad una tela che raffigura la Madonna tra S. Francesco e S. Lucio, posta 1677 sull'altare maggiore, è possibile ammirarvi il prezioso tabernacolo in legno scolpito da anonimo. In seguito il convento fu arricchito di una biblioteca e da molte tele del celebre pittore cappuccino Fra Fedele da San Biagio, in realtà Matteo Sebastiano Palermo Tirrito, nato a S. B. Platani il 18.01.1717 e morto a Palermo il 9.08.1801.

 

 

 

 

 

 

 

Altare Maggiore - Tela di Fra Fedele da San Biagio.

 

 

 

 

 

Veduta del Convento Cappuccini

 

 

La Chiesa di Santa Lucia

Anticamente chiamata la "Chiesa del Purgatorio" è la più piccola delle chiese esistenti a San Giovanni Gemini. Costruita durante il '600 ha un bel portale in pietra. Conserva nell'abside un interessante quadro di autore ignoto dedicato alle Anime del Purgatorio, attribuibile a Fra Fedele da San Biagio, del quale sono presenti tele in diverse chiese di Cammarata,  oltre che svariati e pregevoli affreschi del Prof.Giovanni Philippone. Accanto alla piccola chiesetta i locali del vecchio oratorio festivo voluto da Don Michele Martorana.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il quadro delle Anime del Purgatorio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'entrata della Chiesetta in Corso Crispi

 

La Chiesa della Madonna di Fatima

Sorta nel 1961 nei saloni della vecchia centrale elettrica, è stata eretta a parrocchia il 21 febbraio 1962. Semplice e lineare dal punto di vista architettonico è una chiesa moderna.

 

 

 

 

 

Un particolare dell'interno

 

 

 

 

 

 

 

Il prospetto in stile moderno

 

I MONUMENTI

 

Il monumento all'Immacolata

Nella Piazza Alcide de Gasperi, nel 1956 è stata collocata un importante monumento in bronzo, l'Immacolata Concezione, realizzata da Giuseppe de Caro, su bozzetto del Prof.Giovanni Philippone Questa sacra raffigurazione, eretta nel centenario del Dogma dell'Immacolata Concezione, dai tratti plastici e pacati, è espressione non solo della grande devozione dei Sangiovannesi ma anche del risveglio sociale, dato che questa è la prima opera che la comunità inaugura dal dopoguerra.

 

 

Il Monumento a Padre Pio

 

 

 

 

 

 

 

 

In Piazza Ameglio i fedeli affidano preghiere e pensieri a Padre Pio.

 

 

 

 

 

 

San Pio e sullo sfondo Cammarata

 

 

Omaggio a Padre Pio

Mentre il 2 maggio,  a Roma, il Papa lo dichiarava beato,  a San Giovanni Gemini e Cammarata, un gruppo di fedeli costituiti in comitato, hanno raccolto fondi per la realizzazione di una statua in suo onore. Il comitato e l'Amministrazione Comunale di San Giovanni Gemini, hanno individuato nella Piazza Ameglio, il luogo dove collocare la statua bronzea. Il monumento è stato inaugurato domenica 23 maggio 1999, con la celebrazione di una solenne Messa, officiata dal Vicario Provinciale dei Frati Cappuccini di Palermo, a cui hanno partecipato migliaia di fedeli sangiovannesi e cammaratesi. Da quel giorno il monumento è meta di continuo pellegrinaggio per affidare a San Pio preghiere speranze e sofferenze.  

 

Il Pozzo di Gesù Nazareno

La Giraffa

 

 

 

 

 

L'Altare

 

 

 

 

 

Il Pozzo

 

 

LE CAPPELLE

 

L'Ecce Homo

Si tratta di una piccola cappella sita in Corso Umberto I, edificata in memoria di una missione dei Padri Liguorini agli inizi del secolo, votato al Cristo in catene, oggi rappresenta un luogo di raccoglimento e di preghiera "autogestito" con impegno, dalla gente devota. Dopo il restauro il Cristo, offre al pubblico un'immagine piu' sofferta, avendo il restauratore, evidenziato la ferita sul torace.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Cappella dell'Ecce Homo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Ecce Homo dopo il restauro

 

 

 

 

 

 

 

 

Appendice fotografica delle fasi del restauro

 

 

Sant'Antonio

 

Il Sacramento

 

 

 

 

 

 

 

 

La Cappella dedicata a Sant'Antonio in via Nuova

 

 

 

 

 

 

 

 

La Cappella del Sacramento in via Sacramento

 

La Cappella del Santissimo Viatico

Sita al cimitero, la Cappella del SS Viatico, fu edificata nei primi del '900 per volere dei componenti della Confraternita, da destinare alla sepoltura dei confrati. Il Culto del SS. Viatico era molto radicato nella fede locale. La memoria antica racconta che al tramonto si snodava una piccola processione composta  dal parroco, dai chierici e dai confrati, che con i lumini accesi, recitando il Santo Rosario e le preghiere dell'ultima ora, portavano il Viatico agli infermi ed ai moribondi. La natura del nome è suggerita proprio dall'immagine, che il Signore lascia la sua casa per recarsi da chi è bisognoso del suo sostegno, per affrontare la sofferenza prima dell'ultimo viaggio, verso la casa del Padre.    (segue immagine)  

 
 

La Chiesetta di San Giuvannuzzu (segue)

 

 

 

Le Edicole Votive "Piccoli monumenti della Fede"

 

 

 

 

 

 

 

 

Viadotto Borsellino: "Uomo che passi per la via fermati e recita un'Ave Maria"

 

 

 

 

 

 

 

 

Omaggio a Gesù Nazareno in via Papini

 

 

 

 

 

 

 

Omaggio al Crocefisso in Piazza Don Ciccino La Placa

 

 

 

 

 

 

 

Omaggio alla Madonna in via Omero

 

Omaggio alla Madonna in via Dante

 

Il Monumento ai Caduti

Si trova in Viale Dionisio Alessi e rivolge un "pensiero" ai caduti di tutte le guerre, realizzato nel 1996, è un bassorilievo in bronzo smaltato. L'opera realizzata da un giovane Cammaratese, Franco Reina, "ritrae" ,quasi fotografandoli, tre soldati del periodo bellico.

 

La Scalinata

Inaugurata nell'aprile del 2002, è stata realizzata su pietra lavica maiolicata, dalla bottega Calatina di Caltagirone, su idea del pittore sangiovannese Arkone, che ne ha realizzato il disegno su faesite, è un monumento che vuole dare ai turisti l'immagine della nostra tradizione più grande "il Carro di Gesù Nazareno"

 

Viale Dionisio Alessi 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Scalinata  sul Viale Dionisio Alessi

 

Omaggio alla Santa Croce

 

Omaggio al Terzo Millennio

 

 

 

 

 

 

 

 

In via A. Musco

 

 

 

 

 

 

 

 

In Piazza Kennedy

Passaggio al Nuovo Millennio

Monumento ai valori del terzo millennio, posto in piazza kennedy è stato inaugurato il 12 maggio 2002. Progettato dall'Arh. Riccardo Scibetta, ha voluto rappresentare un passaggio simbolico dal vecchio al nuovo, dove l'accostamento delle steli in cemento armato, rappresenta proprio il passaggio. Le forme umane che lo attraversano con difficoltà, rappresentano i valori che si rinnovano e si caricano di nuovi significati. Le due stele sono alte all'incirca 6 metri e spesse 15 centimetri, i corpi sono di altezza media 2 metri in lamiera di acciaio spesso 10 millimetri, saldamente ancorati al basamento, sono liberi di ossidarsi nel tempo, come nella natura dell'uomo e delle cose, mentre dopo l'attraversamento sono in lucido acciaio, inalterabili come gli ideali che danno vita alla storia dell'uomo.

 

Una Casa Storica

Casa Baronale della Famiglia Alessi.

Sita tra Largo Nazzareno e Corso Crispi, è stata costruita nel XVIII secolo e nel tempo ha subito diverse ristrutturazioni. Nella parte meglio conservata sono ben visibili gli stucchi e gli affreschi in alcune parti intatti, oltre che i pavimenti in maiolica e gli arredi originali. Sebbene a San Giovanni siano diverse le "case antiche", solo le case dei Baroni Alessi si sono mantenute pressocchè integre.

 

"A 'Bbrivatura o Vurgu"

Lo Storico Cinema Italia

 

LE   PIAZZE

 

Largo nazareno - Piazza Purrello - Piazza Crispi - Piazza Kennedi - Piazza De Gasperi - Piazza Martiri D'Ungheria - Piazza Vittime della Mafia - Piazza La Corte - Piazza Madre Teresa di Calcutta - Piazza G. Philippone - Piazza Ameglio.

 

ANTICHI VICOLI

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Orefice

 

 

 

 

 

 

 

Dietro la Madrice

 

 

Via Parrocale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Urbino

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Emilia

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Vella

 

CALENDARIO DELLE FESTIVITA' LOCALI

 

3 febbraio: San Biagio "Le Candelora"

Cerimonie religiose con benedizione della gola e tradizionale distribuzione di "cuddureddi" in tutte le chiese.

Vissuto nel IV secolo, San Biagio medico armeno e Vescovo della sua città, mentre veniva portato a morire, guarì un bambino che stava soffocando, per avere inghiottito una lisca di pesce.

Da questo la tradizionale benedizione della gola che si effettua con due candele benedette incrociate sotto la gola.

Anche protettore del raccolto, gli si chiede il buon auspicio per il successivo, ed in suo onore si preparano "cuddureddi" di pasta di pane, che vengono benedette e distribuite a tutti i fedeli.

 

 

 

 

 

 

 

 

San Biagio

 

19 marzo: San Giuseppe                             

La tradizione vuole che chi ha fatto promesse votive organizzi "I vicchiareddi" in onore di San Giuseppe. L'evento, che diventa motivo di sfilata di piatti e di dolci tipici, consiste nell'organizzare enormi tavole imbandite d' ogni bene, aperte al pubblico. Chiunque può contribuire e tutti possono assaggiare, ma solo dopo la celebrazione della messa e la benedizione della tavola. Quanto raccolto sarà distribuito alle associazioni che si occupano di solidarietà sociale.  

Anche il Comitato di San Giuseppe organizza l'evento; nei locali di San Giuvannuzzu, in piazza Largo Nazareno, i preparativi per realizzare la "grande tavola" durano una settimana, ricca di ogni bene ed addobbata di fiori piante, fogliame e frutta finemente intrecciati, diventa un allegro profumato e coreografico momento di solidarietà.

La sera, al termine delle celebrazioni liturgiche, il Comitato, in ringraziamento per l'abbondanza delle donazioni ricevute, tra esibizioni di gruppi folk e della banda musicale, offre al pubblico un grande buffet.

 

 

 

 

 

 

 Il simulacro del Patriarca custodito presso la Madrice.

 

 

 

 

San Giuseppe a capo della tavola imbandita

 

Venerdì Santo  
Una delle tradizioni del Venerdì Santo riguarda i "Cuncuriati o Curuniati".Alcuni fedeli, (in genere uomini) in segno di penitenza si cingevano il capo di una corona di spine e "giravano i 7 Sepolcri" (le sette chiese presenti in paese). Un altro segno penitenziale consisteva nel sostenere il peso dell'urna col Cristo Morto, composta da Luna spessa e pesantissima base in marmo, che spesso comportava serie lussazioni alle spalle. Le donne invece portavano il simulacro dell'Addolorata.

Un'altra tradizione del Venerdì  riguardava il rituale della battitura dei materassi, che consisteva nel trasferire all'aperto i propri giacigli e batterli per fare fuggire il maligno. Questo rituale garantiva la serenità coniugale.

 

 

Festività Pasquali

 

 

 

 

 

A Paci del giorno di Pasqua

La Via Crucis del Venerdì Santo.

 

22 maggio: Santa Rita

tradizionale distribuzione di rose benedette nella Chiesa del Carmine.                                        

Vissuta a cavallo tra il IV ed il V secolo, Margherita Lotti, vedova e sola, divenne suora agostiniana col nome di Rita, l'inverno che precedette la sua morte fiorirono le rose rosse del  giardino vicino il convento, apposta per lei.

Da ciò la tradizionale benedizione delle rose da portare agli ammalati ed ai bisognosi.

Santa Rita è invocata anche per intercedere per cause difficili e impossibili, in ciò il nesso con la fioritura fuori stagione delle rose del giardino vicino il convento dov'è morta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'immagine di Santa Rita, custodita presso il Carmine

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II domenica di giugno: Festa di Gesù Nazareno

Galleria foto nella pagina "La Festa di Gesù Nazareno"

 

 

 

 

 

 

 

 

Gesù Nazareno

 

 

24 giugno: Santo Patrono San Giovanni Battista

Giovanni il Battista, predicatore della verità fino alla morte, modello di vita ascetica ed esempio di coerente fermezza, protegge il paese dalle calamità.

Secondo lo storico Padre La Pilusa, il piccolo borgo nacque dopo il 1537, quando un forte terremoto provocò la frana, che a Cammarata, distrusse il borgo medievale, sito sulla collina del castello.

Il nuovo borgo costruito su terre più sicure, nel pianoro sangiovannese, a ridosso della piccola chiesetta di Sangiuvannuzzu, fu  votato a San Giovanni Battista per proteggerlo dalle avversità.

 

 

 

 

 

 

 

 

L'immagine del Santo Patrono custodito presso la Chiesa Madre

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15 e 16 luglio: Madonna del Carmelo.

La Madonna del Carmelo Storia e devozione 

 

 

 

 

 

 

 

 

La beata Vergine del Carmelo

 

 

II domenica di ottobre: festa della Madonna della Provvidenza

Le origini della festa 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il simulacro della Madonna della Provvidenza

 

3 Dicembre: Santa Lucia

Vissuta nei primi secoli dopo l'anno mille, apparteneva ad una ricca famiglia siracusana,  promessa sposa ad un pagano, per una malattia che colpisce la madre fa voto di verginità, rinuncia quindi al matrimonio e distribuisce i suoi averi ai poveri, suscitando le ire del fidanzato.

Per ciò fu fatta arrestare e torturata: rinchiusa in un lupanare, trascinata dai buoi, cosparsa di pece bollente e posta sulla brace ardente,  per sfuggire al carnefice si cavò gli occhi.

L'iconografia si collega a questo episodio, ma sono presenti anche le spighe di grano maturo, per auspicare un buon raccolto, e le fiaccole accese a simboleggiare il  solstizio d'inverno ( la notte più lunga dell'anno).

Si festeggia offrendo la tradizionale cuccia (grano bollito e variamente condito) accompagnata dalle frittelle di sola farina con l'aggiunta di miele o zucchero. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Santa Lucia

 

 

8 Dicembre: L'Immacolata

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Immacolata in processione

 

 

24 e 25 dicembre: Natale

 

 

 

 

 

 

 

 

La tradizionale capanna raffigurante il Presepe 

 

 

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